La mia passione per la montagna e l'avventura

Archives for aprile, 2008

Alla Ricerca dei Fossili

Un’ altra mia passione è la ricerca di fossili e minerali. Sovente mi sono recato in Francia e Inghilterra fotogall01 721707 Alla Ricerca dei Fossiliper coltivare questo hobby e in Italia, da buon geologo, mi piace guardare le rocce con occhio diverso; riuscire a trovare degli affioramenti nuovi mi emoziona in modo indicibile. Il mondo dei fossili è sicuramente affascinante e appassionante, ma cosa c’è dietro la soddisfazione di poter ammirare un pezzo, meglio se pregiato, nella nostra vetrina? Sicuramente un assiduo e a volte faticoso lavoro di ricerca sia teorica che pratica (per intenderci: dal massiccio volume di paleontologia alla mazzetta da 4kg.), una approfondita ed aggiornata conoscenza delle norme che regolano la ricerca, il possesso ed il commercio dei fossili nei vari paesi, logo 744304 Alla Ricerca dei Fossili
onde non incorrere in spiacevoli sanzioni (a volte non solo di carattere pecuniario) e, ultimo ma non meno importante, un certosino lavoro di pulizia,
preparazione e consolidamento del reperto. Liquidiamo subito e in poche parole la questione legale. Attualmente in Italia la legge 1089/39 è categorica: i ritrovamenti fossili di qualsiasi natura sul territorio italiano sono di proprietà dello Stato, che, a fronte di una denuncia di possesso dei vari reperti, concede o meno al denunciante la possibilità di tenerli in ‘alloggio’ presso la propria abitazione. Ne va da se’ che il commercio di tali reperti è vietato. Al paleontofilo italiano non rimane altro che affacciarsi ai siti o mercati di pezzi stranieri, anche direttamente nei paesi d’origine, nei quali la legislazione in materia è decisamente più liberale. Ma torniamo a noi… Una buona ricerca sul terreno presuppone un’adeguata conoscenza di base sia dell’oggetto di tale ricerca (i fossili) che della conformazione dei siti nei quali ricercare (stratigrafia, sedimentologia, petrografia ecc.). Non vogliamo dire certo che sia necessaria una laurea in Geologia, ma certamente la lettura di testi sull’argomento (o gli argomenti) non guasta. In commercio ne esistono di svariati e più o meno approfonditi; i più esigenti possono rivolgersi alle varie associazioni paleontofile italiane o straniere, le Università, le cartgeo 715733 Alla Ricerca dei Fossilibiblioteche, i musei o, in Italia, l’ Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (in particolare per le cartine geologiche, indispensabili per sapere dove si ‘mettono i piedi’). Una volta individuati l’obbiettivo e il luogo della ‘missione’, si parte. Indispensabile è un’attrezzatura adeguata al tipo di roccia che si va ad affrontare (dalla ‘zappetta’ per terreni marnosi o comunque ‘morbidi’, a scalpelli, mazze e piede di porco per calcari compatti e duri). Cosa facciamo se siamo stati abbastanza bravi e fortunati da aver trovato un fossile? L’estrazione è un’operazione solo apparentemente semplice. Per prima cosa un fossile è molto delicato, spesso dopo ore di lavoro ci si ritrova nelle mani un mucchietto di irrecuperabili frantumi (sigh!) oppure nel tentativo di estrarre una piccola ammonite, ne spezziamo incautamente una adiacente, e molto più rara. Per questo motivo è consigliabile asportare insieme al ‘pezzo’ anche una buona parte della sua matrice, per poi eseguire il lavoro di pulizia comodamente a casa. Le tecniche per una corretta pulizia dei reperti differiscono a seconda del tipo di matrice nel quale sono inglobati. Si va dal classico scalpellino di varie dimensioni e allavoro 749676 Alla Ricerca dei Fossilifoggie, allo spazzolino (proprio quello da denti!), all’acido, fino a strumenti più tecnologici come una stilomarcatrice e un piccolo trapano elettrico munito di microfrese. Prima dell’esposizione in vetrina, ci si pone il problema forse più grande: cos’è? Individuare la tassonomia di un reperto, cioè dargli un nome (e una famiglia), è, oltre che imprescindibile per il giusto completamento scientifico del nostro lavoro, ciò che differenzia l’opera di un paleontofilo coscienzioso da quella di un collezionista senza scrupoli.

Per concludere ecco alcuni dei fossili della mia collezione:

ancyrus 719557 Alla Ricerca dei Fossilihoplifra 700106 Alla Ricerca dei Fossiliastergb 719581 Alla Ricerca dei Fossiliandrogb 700081 Alla Ricerca dei Fossili

  • Share/Bookmark

Torrentismo a Rio Freddo

0016 768877 Torrentismo a Rio Freddo

Trovo molto piacevole e stimolante il torrentismo (soprattutto estivo).
Rio Freddo in quel di M. Cucco (PG) è sicuramente alla portata di chi non è espertissimo nell’utilizzo delle corde. Necessario comunque 50mt. di corda, imbrago, discensore e un po’di coraggio. L’estensione della parte che a noi interessa è di 3Km. e un dislivello di 700 mt circa. La partenza è in val di Ranco, nel parco del M. Cucco, e seguendo il sentiero n° 3 si giunge al passo Porraia. Si abbandona il sentiero 3 prendendo il 18 e dopo aver seguito

0006 778601 Torrentismo a Rio Freddoil torrente per 200 mt., si arriva all’attacco della prima discesa. Attraverso una bellissima gola scavata dal torrente e superati toboga e piscine naturali, dopo discese in corda anche di 20 metri, si arriva alla fine del percorso nelle vicinanze di Pascelupo in loc. Case il Sasso. Nel caso si volesse è possibile riprendere il sentiero n° 3 che ci riporterà alla partenza in Val di Ranco, ma io consiglio vivamente di portare la sera prima una macchina all’uscita. E’ comunque possibile uscire o per sentiero a metà, o inerpicandosi sui boschi mooolto inclinati e scoscesi delle pareti. é anche possibile pernottare in tenda nei prati all’uscita e riprendere il 0019 768897 Torrentismo a Rio Freddogiorno successivo.

  • Share/Bookmark

Gola e Corno di Catria

 Gola e Corno di Catria
Bella se pur non complicata escursione sul corno del M. Catria (PU). La partenza è dalla strada provinciale 360 che va da Scheggia (PG) a Sassoferrato (PU). Si lascia la macchina in una piazzola di fronte al segno del sentiero e si comincia la salita che si fa’ via via più ripida.

 Gola e Corno di CatriaI passaggi sulle creste del Corno di Catria sono mozzafiato con strapiombi a destra e sinistra di notevoli dimensioni. E’ consigliabile non percorrere queste creste con vento poiché in alcuni passaggi la cresta stessa è veramente stretta ed è assolutamente sconsigliato per chi soffre di vertigini.

Ai piedi del corno scorre il fiume Sentino in uno dei suoi tratti più belli e selvaggi: la gola del Corno. Anche qui il paesaggio è bellissimo e ottimo per il relax di fine giornata.
  • Share/Bookmark

Benvenuto!

Nasce oggi il mio blog dedicato alla mia passione per la montagna in tutti i suoi aspetti.
Sostituirà il sito che era dedicato interamente ai fossili dando una visione più completa del mio rapporto con l’ambiente montano.
Sperando di incontrare in questo percorso tante persone che condividono la stessa passione
iniziamo questa avventura.

  • Share/Bookmark