La mia passione per la montagna e l'avventura

Archives for giugno, 2008

Oggi parlerò di un inseparabile amico che mi ha accompagnato nelle lunghe escursioni e che sapevo poterci contare nelle lunghe notti invernali: il Sacco a Pelo o saccoletto.
Il mio primo sacco a pelo, da neofita, fu in sintetico, a bassissimo costo, estivo. Quei sacchi a pelo da supermercato che d’estate ti fanno sudare e in autunno-primavera batti i denti. Mi ricordo che per ovviare ai primi “freddi” mettevo un plaid piegato e cucito sui due lati, all’interno del sacco… almeno avrei avuto qualche settimana di autonomia in più!!
Col passare del tempo e con l’aumento della passione per la montagna optai per un sacco a pelo in piuma e piumino che mi permise di sperimentare anche l’inverno con mia massima gioia.
Oggi ho diversi sacchi a pelo a seconda dell’occasione ma a volte rimpiango il fuoco acceso fuori dalla tenda, lo strato di foglie secche sotto e il fiasco di rosso dentro perché il sacco non bastava.
(Il fiasco ce l’ho ancora, il fuoco idem e pure le foglie ma non batto più i denti he, he)
Vediamo adesso i vari tipi di sacco a pelo e le loro caratteristiche tecniche.
Quando dovrete scegliere un sacco a pelo la prima cosa da fare è sapere con buona approssimazione come, dove e quando lo userete. I sacchi a pelo di buona marca riportano di solito il campo termico denominato di comfort, in base al quale vi dovete orientare sull’utilizzo. Facciamo un esempio: siamo il 15 agosto al mare in campeggio. La temperatura notturna difficilmente scenderà sotto i 20 gradi quindi dovremo avere un sacco a pelo con imbottitura sintetica molto sottile con temperature di comfort comprese tra +15 e +30.
Stesso giorno a circa 1500 mt. la temperatura notturna può scendere al di sotto dei +15 quindi sacco a pelo con confort compreso tra +5 e +20 sintetico anche lui.
Ma voi non volete solo andare d’estate e quindi a 1500 mt potremo toccare in autunno e primavera temperature prossime allo zero: sacco a pelo 30%piumino 70%piuma d’oca o sintetico a scelta -4 / +15
Non vi basta, anche d’inverno con la neve e il ghiaccio volete divertirvi? 70% piumino 30% piuma -25 / -4
Attenzione anche alla quantità di piuma o sintetico per m quadro: in base a questo avrete più o meno tenuta termica ma anche più o meno volume soprattutto per i sintetici.
La gamma è vastissima quindi a voi la scelta anche tenendo conto se siete freddolosi o meno.
Se siete in due vi è la possibilità che alcuni modelli danno, di poter accoppiare due sacchi a pelo e crearne uno “matrimoniale”

Ricordatevi:

  • che il piumino e la piuma soffrono l’acqua e d’inverno se il sacco si bagna sono dolori ma sono decisamente i migliori isolanti;
  • a contatto con la pelle sempre il cotone;
  • il sacco invernale deve avere il collarino interno per la tenuta dell’aria calda;
  • di portare sempre una stuoia di almeno 10 mm per isolarvi dal terreno
  • di arieggiare sempre il sacco prima, durante e dopo l’escursione
  • per il lavaggio consultare scrupolosamente le istruzioni
  • non riuscirete a fare tutto l’anno con lo stesso sacco a pelo!

ecco alcuni sacchi a pelo:

 Attrezzatura per la Montagna   Il Sacco a Pelo Attrezzatura per la Montagna   Il Sacco a Pelo Attrezzatura per la Montagna   Il Sacco a Pelo Attrezzatura per la Montagna   Il Sacco a Pelo Attrezzatura per la Montagna   Il Sacco a Pelo Attrezzatura per la Montagna   Il Sacco a Pelo

Da sinistra a destra:

  • Sintetico accoppiabile +25 +4
  • piuma +23 -4 ( è utilizzato anche per un’ulteriore copertura ad un altro sacco)
  • 70% piuma 30% piumino +15 -15
  • 50 % piuma 50% piumino accoppiabile +10 -20
  • copri sacco in goretex contro neve e pioggia per bivacchi all’aperto
  • stuoia auto gonfiante
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Nel mio peregrinare in giro con tanto appetito per posti nuovi, coinvolgo quando posso anche la mia famiglia.
Mia moglie, come me, sarebbe sempre in viaggio, sorprende invece vedere che mia figlia, anche se pur titubante all’inizio, ama conoscere posti nuovi e ci si affeziona.
Ho cominciato a portare mia figlia in montagna quando aveva “ben” 3 mesi. Adesso che ha qualche anno in più già ha provato il campeggio libero nei boschi, il trekking, un assaggio speleo e la passione per i fossili e i minerali.
Il viaggio e le montagne che vi propongo oggi sono a misura di adulti e bambini, no Parco Naturale  Des Ballons des Vosges   Francian difficili ma con percorsi a volte selvaggi in mezzo a boschi bellissimi e laghi mozzafiato.
La zona delle tre montagne, Le Grand Ballon (1424 mt.), le Petit Ballon (1267 mt) e le Ballon d’ Alsace (1250 mt) si trova nella Francia orientale al confine con la Germania, contornata da magnifiche città come Mulhouse, Belfort, Epinal, St. Diè, Colmar, Ste. Marie aux Mines, tutte da visitare per la loro impeccabile cura e particolarità architetto Parco Naturale  Des Ballons des Vosges   Francianiche.
Ho fatto punto fisso per le escursioni in un magnifico campeggio (con addirittura piscina riscaldata compresa nel prezzo) a St. Morice sur Moselle, nel cuore del parco, il Camping Les Deux Ballons.
Da lì parton Parco Naturale  Des Ballons des Vosges   Franciao strade che portano fino alle creste di collegamento delle cime da dove si godono bellissimi panorami. In quota si può girare il parco da nord a sud e da est a ovest scoprendo di volta in volta nuovi paesi e scorci fantastici. Ad esempio Munster che è famoso per l’omonimo formaggio e per essere il paese delle cicogne. A nord è molto conosciuto ai paleoIMAG0013 770132 Parco Naturale  Des Ballons des Vosges   Franciantofili il paesino di Ste. Marie aux Mines che a fine Giugno si trasforma in una enorme fiera di fossili di livello internazionale.
Si possono anche ripercorrere sentieri attraversanti luoghi che sono stati bagnati dal sangue di tragiche battaglie durante la prima guerra mondiale (Vieil Armand). Il colpo d’occhio dal sacrario sulla collina di fronte e la distesa di croci tra i due avamposti lascia un senso di stordimento, ci fa capire che troppo sangue è stato versato per degli ideali. La montagna è riflessione e a volte porta anch Parco Naturale  Des Ballons des Vosges   Franciae questi crudi moniti…
Il periodo migliore per la visita è sicuramente metà Giugno – fine Luglio dove il caos delle masse è ancora limitato, il verde è vivo e il caldo non è eccessivo.
Per la gastronomia che dire… ottima, con piatti unici squisiti e prezzi davvero contenuti.
Per ulteriori informazioni contattatemi.

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Bellissima ferrata che unisce esposizione e viste splendide sul Lago di Garda e soprattutto su Riva del Garda.
La partenza si fa’ dalla circonvallazione occidentale, seguendo il sentiero 404. Si incontrerà la Capanna S. Barbara piccola e carinissima. Si segue il cartello a dx e si arriva all’attacco.
La parte del leone la fanno due scale metalliche unite insieme da un balconcino (metallico anche lui) che fanno superare il paretone centrale. Le scale, una di 45 metri l’altra di 70, sono pressoché verticali con tratti addirittura in strapiombo (bella sensazione). Poi per altre funi metalliche si arriva alla cima SAT 1250 mt.
La discesa si può fare in diversi modi: o per sentieri o per due caverne del 15-18 e poi per un scaletta metallica (più bella, più breve, più difficile!).
Dislivello: 1200 mt, 600 di ferrata
Attrezzatura d’obbligo: casco, imbrago e set da ferrata.
Tempo di percorrenza: andata e ritorno si percorrono (da allenati) in mezza giornata; ciò lascia il tempo per una visita a Riva del Garda e al lago.
ferrata sat2 711309 Ferrata del Centenario SAT, via dell Amicizia

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Voglio cominciare a descrivere l’attrezzatura base che ogni appassionato o chi vuol avvicinarsi ad una vita piena in montagna dovrebbe avere.
Prima di tutto un breve cenno agli imprevisti: come dice il termine, è ciò che non si può prevedere, quindi quando sentite qualcuno che vi dice “ho calcolato anche gli imprevisti” state veramente in guardia.
E’ logico che un minimo di attenzione alle variabili sia ambientali sia personali dobbiamo averla, ma è altresì importantissimo sapercela cavare in condizioni che esulano dal quotidiano.
Quindi non fidatevi mai troppo dell’attrezzatura, delle previsioni meteo, della vostra forma fisica, ma cominciate a pensare.
Pensare in condizioni normali sembra facile (guardandosi attorno qualche dubbio sorge!) ma in condizioni non previste potrebbe essere difficile e portare in casi limite anche al panico.
Quindi prima “attrezzatura” consigliata è la vostra intelligenza!
Con quella e un po’ di manualità riuscirete a superare praticamente ogni inconveniente.
Ad esempio riuscire a bivaccare senza tenda e senza sacco a pelo e riuscire ad accendere un fuoco dopo piogge torrenziali (il meteo dava bel tempo!) sono solo alcuni dei problemi che possono avere dei risvolti drammatici se capitano in periodi decisamente ostici.
Passiamo adesso all’attrezzatura vera e propria. Cominciamo dai piedi. Andare in montagna, comporta obbligatoriamente una camminata e la scelta dei “pneumatici” è fondamentale.
A seconda dell’escursione che dobbiamo compiere avremo ai nostri piedi i nostri inseparabili amici: gli scarponi.
Sul mercato ve ne sono tantissimi tipi e marche con una differenza di prezzo notevole. Quale scegliere? La domanda esatta è “quali NON scegliere”. Il prezzo a volte inganna quindi lo escludiamo. Primo: l’ergonomia. La forma dello scarpone è mutevole nelle varie marche ma la regola è che deve essere più conforme possibile alla forma del piede. I Talloni sporgono e lo scarpone deve seguire questa forma.
Secondo: i materiali. Scarsi materiali significano sofferenza del piede, facili rotture, bassa durata.
Terzo: la suola. Indispensabile ottima aderenza e buona tenuta sul percorso che dobbiamo fare.
Brutte le suole che ricordano i copertoni delle auto, totalmente inutili.
Quarto: la salute del piede. Ricordatevi che ci capiterà di dover camminare anche per giorni, per cui regoliamoci di conseguenza… meno plastica, sì alle solette intercambiabili, calzetti e calzettoni appropriati…
Quinto: l’estetica. Inutile. Volete mettere se ci salveranno in una qualunque montagna, con i piedi come due cotechini lessi, ma con indosso i nostri bellissimi, fluorescentissimi, inutilissimi scarponi marca X?

Qui sotto alcuni miei scarponi
scarponi33 789322 Attrezzatura per la Montagna   Gli Scarponiscarponi34 764847 Attrezzatura per la Montagna   Gli Scarponi
scarponi35 764901 Attrezzatura per la Montagna   Gli Scarponiscarponi36 766100 Attrezzatura per la Montagna   Gli Scarponi
1) scarponi da sci-alpinismo estremamente rigidi, ramponabili, snodati alla caviglia
2) scarponi da alpinismo invernale, ramponabili, adatti anche per ciaspole
3) scarponi da alpinismo-roccia in alta montagna rigidi e ramponabili
4) scarponi da alpinismo-roccia in alta-media montagna rigidi non ramponabili
5) scarponi da trekking per sentieri lunghi, flessibilità media
6) pedule da roccia per lunghe vie, ma passaggi più semplici, suola liscia alta aderenza
7) pedule da freeclimbing vie più brevi, passaggi difficili, suola liscia, altissima aderenza
8) scarpe da sci di fondo con attacco specifico, molto morbide

Tanto ancora ci sarebbe da dire ma voglio fermarmi qui.
Continuando l’avventura di questo blog ritornerò certamente sull’argomento.
Alla prossima

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