La neve di questi giorni ci ha scombussolato i piani per il ritrovamento della grotta del Mandorleto, ma siamo lo stesso riusciti a tornare in questa poco conosciuta grotta appartenente al massiccio del Monte Cucco: la grotta di Sant’ Agnese. E’ praticamente un grande riparo sotto roccia, formatosi per dissolvimento di strati più facilmente solubili e il progressivo crollo degli strati rimanenti. Ne consegue un suolo ingombro di detriti e uno scarso sviluppo ma che rende questa grotta un perfetto riparo in caso di maltempo. Dovevano pensarla allo stesso modo anche gli antichi frequentatori di questo luogo perchè in un angolo della stessa vi è una costruzione in pietra a secco che chiude la parte più riparata, (probabilmente uno stazzo per riparare il bestiame) e delle pietre lunghe e squadrate che si trovano sovrapposte al centro della grotta stessa, quasi sicuramente il supporto per una croce. In estate l
a si può
comodamente raggiungere seguendo il sentiero n° 32 che parte da un tornante della strada che da Costacciaro porta alle Macinare. La facile passeggiata, che dura appena 15 minuti, si compie in un canalone immerso in un bosco. Il sentiero ci porterà poi a passare alla base di imponenti pareti a strapiombo con sorgenti attive anche d’estate. Indicato anche per i bambini vista la breve durata. In inverno ed in presenza di neve le cose cambiano… La forte inclinazione del canalone e soprattutto la presenza di ghiaccio sulle pareti a strapiombo la rendono dec
is
amente pericolosa. Da fare solo quando il ghiaccio non si sta sciogliendo altrimenti pericolo di caduta di grossi blocchi (anche di roccia)!!! Lo spettacolo che però ci si apre davanti agli occhi ripaga della “strizza” nel percorrere l’ultimo tratto: le pareti a strapiombo sono ricoperte da una cascata di ghiaccio e l’ingresso della grotta è quasi chiuso da colonne di ghiaccio che collegano il soffitto al pavimento… Superata la barriera, la temperatura all’interno è decisamente più alta tanto che nella parte più riparata troviamo anche una farfalla che, indispettita per la nostra presenza, se ne svolazza via per la grotta. Attenzione anche alla strada che vi porta all’attacco del sentiero perchè non viene ripulita dalla neve e quindi potreste trovarvi in qualche spiacevole situazione.
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2 gen
Orientamento in Montagna – La Carta Topografica
Posted on 2009 under Attrezzatura, Orientamento, Trekking | 1 commentoVediamo oggi di descrivere la carta topografica in quanto rappresenta un ottimo aiuto nelle escursioni. La carta topografica è la madre di tutte le cartine e mappe conosciute, come le carte dei sentieri e le carte geologiche. Da qui l’importanza che riveste una corretta lettura delle carte stesse. Innanzi tutto devo ricordarmi di posizionare la mia carta: il lato superiore è sempre il nord quindi dovrò allineare uno dei fianchi con l’asse nord-sud. Vediamo una carta
topografica in dettaglio: ciò che ci colpisce a prima vista è sicuramente il grande riquadro che altri non è che la rappresentazione su carta di una porzione di territorio. Tante linee e tanti simboli… Ci viene in aiuto la legenda a fianco che ci dà importanti informazioni circa la scala, la simbologia, la declinazione magnetica, ecc. Osserviamo le parti più importanti:
- La scala: La scala ci fa comprendere le grandezze riprodotte sulla carta e ci dà una percezione delle distanze tra i vari punti. Ci dà la percezione poiché se i punti si trovano alla stessa quota la distanza è reale, se no bisogna tenere conto delle variazioni di livello che comportano ad un escursionista strada in più. La scala è importantissima soprattutto per la pianificazione di un percorso in quanto possiamo sapere prima di effettuarlo quanta strada dovremo percorrere. Qui sotto un esempio (n.b.: non è in scala!!!). 1:10000 sta a significare che un centimetro sulla mappa
equivale a 10000 centimetri (100 metri) in realtà. Notare la dicitura sotto: sono informazioni riferite alle curve di livello che cambiano a seconda della scala, in questo caso, essendo la carta molto dettagliata, le curve vengono rappresentate con pochi metri di distanza.
- La simbologia: è l’insieme dei segni convenzionali che descrivono particolari caratteristiche come città, strade, boschi, ecc. ed è molto importante perché a colpo d’occhio possiamo capire dove ci troviamo e con che cosa dovremo “combattere”. Con questo aiuto possiamo “leggere” comodamente la carta ed avere moltissime informazioni. Abbiamo informazioni sui corsi d’acqua (compreso il loro verso), edifici e loro uso, boschi, strade, ferrovie e punti geodetici noti.
- Declinazione Magnetica: Come detto prima, il fianco della carta è la direttiva N-S col lato in alto che è il Nord. Ma noi come strumento abbiamo una bussola che si orienta secondo i poli magnetici. Non tutti sanno però
che i poli magnetici non sono fissi ma cambiano ciclicamente posizione. Lo scostamento dal nord geografico (quello della carta) a quello magnetico (della bussola) si chiama declinazione magnetica e viene riportata su ogni carta per ottenere quanta più precisione possibile nelle misurazioni. A noi trekkisti interessa relativamente, in quanto su una carta dei sentieri l’errore è piccolo ma su una mappa con scala maggiore potrebbe essere di parecchie centinaia di metri!!! - Le coordinate: altro particolare, forse il più importante, sono le coordinate. Quelle a noi di interesse sono le coordinate
geografiche che hanno lo O° all’equatore per i paralleli, (latitudine nord o sud), e lo O° a Greenwich per i meridiani (longitudine est o ovest). Negli angoli della carta sono riportate le coordinate di riferimento. Si possono conoscere le coordinate di qualsiasi punto sulla carta tirando delle linee perpendicolari ai due lati più vicini e leggendo il valore ottenuto (ovviamente calcolandolo). Con l’ausilio di una bussola posso anche trovare il punto dove sono usando la triangolazione. - Le Curve di Livello: o isoipse sono quelle righe che descrivono le quote. E’ come se tagliassi la superficie orizzontalmente e ne facessi tante fette e ne riportassi in carta quelle ad una quota definita (es. quelle distanti tra loro 10 metri) marcando di più quelle ad intervalli netti (es. 50 metri). Sono di notevole aiuto nel caso sappiamo di essere su un pendio riconosciuto in carta ma non sappiamo a che quota… con l’uso di un altimetro lo sapremo in un lampo!
Ora mi fermo qui ma vedremo le prossime volte come calcolare la nostra posizione con carta, bussola e altimetro.


