La mia passione per la montagna e l'avventura

Archives for marzo, 2009

Ebbene si! Questa mattina in barba alle previsioni meteo e ai miei amici che, chi per un motivo chi per un altro mi hanno dato buca, alle 9,40 ho trovato finalmente l’ingresso della grotta del Mandorleto. Già ieri sera sapevo di essere solo e questa notte mi sono girato e rigirato nel letto pensando se fosse il caso di andare da solo alla ricerca di quasta grotta e solo stamattina mi sono deciso e sono partito.  Alle 7,40 sono salito in macchina e mi sono diretto verso Monte Rotondo. Dopo un’ora di strada sono arrivato alle sue pendici e ho cominciato la salita fino ad arrivare in prossimità dell’imbocco che avevamo trovato in precedenza e mi sono diretto nel bosco, tenendomi circa 20 metri al di sopra della mulattiera. Qui ho incrociato un sentierino con evidenti tracce di passaggio umano (rami rotti ad altezza faccia) e, seguendolo mi sono ritrovato con una bella sorpresa alla mia sinistra:mandorleto 300x225 Trovato lingresso per la Grotta del Mandorleto!La mia gioia la potete capire… Finisce l’era della ricerca e comincia l’era dell’esplorazione!!! Ho immediatamente telefonato ai miei fidi amici (sòle) per farli un po’ morire d’invidia riuscendoci appieno (a volte sono subdolo he he he). La gioia del Berfo è salita alle stelle dopo tanti tentativi andati a vuoto, anche perchè (non ho capito bene la motivazione) c’è stata una cortina di silenzio in tutte le mie e-mail inviate a chi avrebbe potuto almeno indicarmi l’area se non proprio il buco d’ingresso. Le grotte sono un patrimonio delicatissimo e da preservare ma comunque rimangono patrimonio di tutti. Considerato sia l’avvicinamento che l’ingresso non proprio agevole e soprattutto che queste grotte sono già conosciute da tanto tempo dalle persone del posto non capisco questo mistero. Al ritorno, vicino alla mia macchina,  trovo quattro ragazzi con inconfondibile attrezzatura speleo che si accingono a partire… ma guarda chi c’è!!! Il Biagio!!! Da quanto tempo non ci vedevamo più, se non sbaglio quando ci siamo trovati alla forra del Presale! Ma la cosa che mi ha fatto piacere è stato uno dei suoi amici che mi ha stretto la mano congratulandosi per il precedente articolo sul Mandorleto. Sono io che ringrazio voi perchè mi fate capire che quella che ho intrapreso è la strada giusta e mi date un’ulteriore spinta a continuare. Grazie e… via all’esplorazione della Grotta del Mandorleto!

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Qualche articolo fa abbiamo parlato della Carta Topografica. In questo post vediamo più da vicino l’altra attrice dell’orientamento:  la bussola.  Sembra che le prime bussole siano state inventate da i cinesi e dai vichinghi che ne facevano ovvio uso essendo popoli dediti il primo al commercio e il secondo alla navigazione. La bussola è principalmente composta da un ago magnetico che è libero di ruotare in un liquido a bassa densità. Essendo magnetizzato, l’ago della bussola si allinea con l’asse magnetico Nord Sud indicando i poli magnetici. Per convenzione, ed essendo noi nell’ emisfero boreale, diciamo che le nostre bussole indicano il Nord. Ma qui sorge il primo problema: i Poli magnetici sono in continuo movimento quindi abbiamo una certa differenza tra il Nord datoci dalla bussola e quello dellabussola 225x300 Orientamento in Montagna   La Bussola Carta Topografica. Questa discrepanza si chiama Declinazione Magnetica. Ma quanti tipi di bussola conosciamo? La prima è quella ad ago magnetico sopra descritta, poi ci sono le bussole digitali bussola digitale 187x300 Orientamento in Montagna   La Bussolada polso o portatili, le radio bussole che sfruttano dei segnali emessi da una o più antenne e consentono così di mantenere una determinata rotta e le bussole satellitari che, come le radiobussole, sfruttano la triangolazione tra diverse emittenti, in questo caso vari satelliti geostazionari. Le bussole radio e satellitari però, necessitano del movimento costante della ricevente per poter calcolare la direzione di marcia. Sono perciò utili solo al fine di conoscere la propria posizione ma non per fare dei ragionamenti con la carta. Nel trekking si usa soprattutto, vista la sua precisione, la bussola ad ago magnetico munita di traguardo e di lente. Ne esistono anche con l’inclinometro e la bolla di livellamento  incorporati ma, a meno che non dobbiate fare del rilevamento geologico, sono praticamente inutili. Al contrario se siete alla ricerca di strati fossiliferi… Le bussole digitali invece sono molto approssimative ma per dei rilevamenti di massima vanno bene anche loro. Per costruirsi invece le triangolazioni sulla carta abbiamo bisogno di una precisione più alta possibile dell’ordine del grado almeno (non è considerata un’alta precisione, anzi, ma a noi trekkisti va benissimo). Ma come si usa una bussola? Nel 90% dei casi ci è del tutto irrilevante sapere dove è il Nord. Probabilmente i punti cardinali li riusciremmo a trovare, anche se approssimativamente , anche senza la bussola. Ma allora a che mi serve… Mi serve per poter calcolare il punto esatto dove ci troviamo ad esempio, oppure per seguire un percorso riportato in carta. Lo scopo principale è comunque quello di fornirci dei dati angolari delle cose che ci circondano riferiti al Nord magnetico. Per ottenere questi dati, dovremmo allineare il filo del traguardo (posto nella fessura sul coperchio) con la piccola tacca della lente, ruotare la ghiera portando la tacca del Nord in linea con l’ago magnetico e  leggere attraverso la lente stessa, i gradi sul quadrante. L’ angolo ottenuto è chiamato azimut. Nei prossimi articoli vedremo come correlare la Carta Topografica e la bussola utilizzando gli azimut.

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