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Posted on 2009 under Attrezzatura, Orientamento, Trekking |
Qualche articolo fa abbiamo parlato della Carta Topografica. In questo post vediamo più da vicino l’altra attrice dell’orientamento: la bussola. Sembra che le prime bussole siano state inventate da i cinesi e dai vichinghi che ne facevano ovvio uso essendo popoli dediti il primo al commercio e il secondo alla navigazione. La bussola è principalmente composta da un ago magnetico che è libero di ruotare in un liquido a bassa densità. Essendo magnetizzato, l’ago della bussola si allinea con l’asse magnetico Nord Sud indicando i poli magnetici. Per convenzione, ed essendo noi nell’ emisfero boreale, diciamo che le nostre bussole indicano il Nord. Ma qui sorge il primo problema: i Poli magnetici sono in continuo movimento quindi abbiamo una certa differenza tra il Nord datoci dalla bussola e quello della
Carta Topografica. Questa discrepanza si chiama Declinazione Magnetica. Ma quanti tipi di bussola conosciamo? La prima è quella ad ago magnetico sopra descritta, poi ci sono le bussole digitali
da polso o portatili, le radio bussole che sfruttano dei segnali emessi da una o più antenne e consentono così di mantenere una determinata rotta e le bussole satellitari che, come le radiobussole, sfruttano la triangolazione tra diverse emittenti, in questo caso vari satelliti geostazionari. Le bussole radio e satellitari però, necessitano del movimento costante della ricevente per poter calcolare la direzione di marcia. Sono perciò utili solo al fine di conoscere la propria posizione ma non per fare dei ragionamenti con la carta. Nel trekking si usa soprattutto, vista la sua precisione, la bussola ad ago magnetico munita di traguardo e di lente. Ne esistono anche con l’inclinometro e la bolla di livellamento incorporati ma, a meno che non dobbiate fare del rilevamento geologico, sono praticamente inutili. Al contrario se siete alla ricerca di strati fossiliferi… Le bussole digitali invece sono molto approssimative ma per dei rilevamenti di massima vanno bene anche loro. Per costruirsi invece le triangolazioni sulla carta abbiamo bisogno di una precisione più alta possibile dell’ordine del grado almeno (non è considerata un’alta precisione, anzi, ma a noi trekkisti va benissimo). Ma come si usa una bussola? Nel 90% dei casi ci è del tutto irrilevante sapere dove è il Nord. Probabilmente i punti cardinali li riusciremmo a trovare, anche se approssimativamente , anche senza la bussola. Ma allora a che mi serve… Mi serve per poter calcolare il punto esatto dove ci troviamo ad esempio, oppure per seguire un percorso riportato in carta. Lo scopo principale è comunque quello di fornirci dei dati angolari delle cose che ci circondano riferiti al Nord magnetico. Per ottenere questi dati, dovremmo allineare il filo del traguardo (posto nella fessura sul coperchio) con la piccola tacca della lente, ruotare la ghiera portando la tacca del Nord in linea con l’ago magnetico e leggere attraverso la lente stessa, i gradi sul quadrante. L’ angolo ottenuto è chiamato azimut. Nei prossimi articoli vedremo come correlare la Carta Topografica e la bussola utilizzando gli azimut.
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gen
Posted on 2009 under Attrezzatura, Orientamento, Trekking |
Vediamo oggi di descrivere la carta topografica in quanto rappresenta un ottimo aiuto nelle escursioni. La carta topografica è la madre di tutte le cartine e mappe conosciute, come le carte dei sentieri e le carte geologiche. Da qui l’importanza che riveste una corretta lettura delle carte stesse. Innanzi tutto devo ricordarmi di posizionare la mia carta: il lato superiore è sempre il nord quindi dovrò allineare uno dei fianchi con l’asse nord-sud. Vediamo una carta
topografica in dettaglio: ciò che ci colpisce a prima vista è sicuramente il grande riquadro che altri non è che la rappresentazione su carta di una porzione di territorio. Tante linee e tanti simboli… Ci viene in aiuto la legenda a fianco che ci dà importanti informazioni circa la scala, la simbologia, la declinazione magnetica, ecc. Osserviamo le parti più importanti:
- La scala: La scala ci fa comprendere le grandezze riprodotte sulla carta e ci dà una percezione delle distanze tra i vari punti. Ci dà la percezione poiché se i punti si trovano alla stessa quota la distanza è reale, se no bisogna tenere conto delle variazioni di livello che comportano ad un escursionista strada in più. La scala è importantissima soprattutto per la pianificazione di un percorso in quanto possiamo sapere prima di effettuarlo quanta strada dovremo percorrere. Qui sotto un esempio (n.b.: non è in scala!!!). 1:10000 sta a significare che un centimetro sulla mappa
equivale a 10000 centimetri (100 metri) in realtà. Notare la dicitura sotto: sono informazioni riferite alle curve di livello che cambiano a seconda della scala, in questo caso, essendo la carta molto dettagliata, le curve vengono rappresentate con pochi metri di distanza.
- La simbologia: è l’insieme dei segni convenzionali che descrivono particolari caratteristiche come città, strade, boschi, ecc. ed è molto importante perché a colpo d’occhio possiamo capire dove ci troviamo e con che cosa dovremo “combattere”. Con questo aiuto possiamo “leggere” comodamente la carta ed avere moltissime informazioni. Abbiamo informazioni sui corsi d’acqua (compreso il loro verso), edifici e loro uso, boschi, strade, ferrovie e punti geodetici noti.
- Declinazione Magnetica: Come detto prima, il fianco della carta è la direttiva N-S col lato in alto che è il Nord. Ma noi come strumento abbiamo una bussola che si orienta secondo i poli magnetici. Non tutti sanno però
che i poli magnetici non sono fissi ma cambiano ciclicamente posizione. Lo scostamento dal nord geografico (quello della carta) a quello magnetico (della bussola) si chiama declinazione magnetica e viene riportata su ogni carta per ottenere quanta più precisione possibile nelle misurazioni. A noi trekkisti interessa relativamente, in quanto su una carta dei sentieri l’errore è piccolo ma su una mappa con scala maggiore potrebbe essere di parecchie centinaia di metri!!!
- Le coordinate: altro particolare, forse il più importante, sono le coordinate. Quelle a noi di interesse sono le coordinate
geografiche che hanno lo O° all’equatore per i paralleli, (latitudine nord o sud), e lo O° a Greenwich per i meridiani (longitudine est o ovest). Negli angoli della carta sono riportate le coordinate di riferimento. Si possono conoscere le coordinate di qualsiasi punto sulla carta tirando delle linee perpendicolari ai due lati più vicini e leggendo il valore ottenuto (ovviamente calcolandolo). Con l’ausilio di una bussola posso anche trovare il punto dove sono usando la triangolazione.
- Le Curve di Livello: o isoipse sono quelle righe che descrivono le quote. E’ come se tagliassi la superficie orizzontalmente e ne facessi tante fette e ne riportassi in carta quelle ad una quota definita (es. quelle distanti tra loro 10 metri) marcando di più quelle ad intervalli netti (es. 50 metri). Sono di notevole aiuto nel caso sappiamo di essere su un pendio riconosciuto in carta ma non sappiamo a che quota… con l’uso di un altimetro lo sapremo in un lampo!
Ora mi fermo qui ma vedremo le prossime volte come calcolare la nostra posizione con carta, bussola e altimetro.
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dic
Posted on 2008 under Attrezzatura, Orientamento, Trekking |
Un altro importante fattore per le escursioni è sicuramente quello di sapere dove si è e dove si sta andando per non rischiare di ritrovarsi in pessime situazioni. Esistono molti metodi per orientarsi, molti dei quali li fornisce la stessa
natura. La tecnologia in questi anni ha poi fatto progressi enormi, consentendoci una tranquillità nell’orientamento fino a rendere inutili anche le nozioni basilari… Ma è proprio così? Immaginiamoci l’ultimo navigatore satellitare super tecnologico che, con le adeguate mappe (immesse anche da noi) ci conduce per boschi e valli fino alla meta. Immaginiamo anche il più tecnologico degli orologi con altimetro, bussola, barometro e termometro all-in-one, bellissimo ed elegante. Adesso immaginiamo anche di dover fare un trekking di più giorni, nel bel mezzo dei quali al nostro orologio si scaricano le batterie…male! Prendo il navigatore il quale si scaricherà in tempi rapidi se sempre acceso e sarà totalmente inutile in un bosco (mancanza di copertura satellitare). In quei momenti si comprende l’utilità estrema di strumenti più semplici ma pratici e difficilmente “demolibili”. Nei miei anni di trekking e avventure in montagna, ho capito che ogni strumento deve servire al suo specifico scopo e che miscelare più strumenti in uno serve solo a non utilizzarne nessuno se qualcosa va storto.
Vediamo adesso gli strumenti base per un buon orientamento:
Bussola: Conosciuta già dagli antichi navigatori, la bussola è strumento indispensabile all’orientamento in quanto ha la proprietà di orientare un ago con il campo magnetico terrestre e siccome questo ha i suoi famosi poli magnetici, l’ago punterà sempre su questi indicandoci un punto “fisso”. Notate che ho messo fisso tra parentesi perché questi punti o poli magnetici variano ciclicamente e quindi non sono mai nello stesso posto. Sulle cartine topografiche sono indicati i gradi di spostamento del nord magnetico dal nord geografico (declinazione magnetica) e possiamo calcolarlo per rendere il Nord sulla bussola allineato con il nord della mappa. La bussola che ci interessa per il trekking ha una caratteristica peculiare: Il traguardo. Il traguardo è solitamente un filo nel coperchio della bussola in una feritoia. Dovremo far coincidere questo filo ad un elemento facilmente riconoscibile (la cima di un monte, l’incrocio tra due valli, ecc) e allineare la tacca sulla lente d’ingrandimento. Attraverso la lente leggeremo la misura in gradi.
Altimetro: è lo strumento preposto alla misurazione della quota alla quale ci troviamo. Il suo funzionamento è dovuto alla variazione della pressione atmosferica a diverse altezze: più si va in alto e più rarefatta è l’aria e conseguentemente “preme” di meno. Se fate caso alla foto noterete che ci sono due scale: una espressa in millibar e l’altra in metri; meno millibar ci sono e più siamo in alto. Attenzione: la pressione atmosferica varia costantemente così dovrete tarare la quota indicata ogniqualvolta troverete un punto noto e quotato in mappa. Ricordatevi che se vi fermerete a dormire ad una certa quota, l’indomani dovrete ritarare l’altimetro che segnerà certo più o meno millibar. Questo è utile anche per definire l’andamento del tempo.

Binocolo: Non è strettamente necessario ma a volte comodo per identificare cime o luoghi lontani e trovarli successivamente in mappa. Non è necessario un binocolo da Bird watching potentissimo (ma pesantissimo), basta un piccolo binocolo leggero molto versatile.
Carta topografica: La bussola ci indica la rotta e la direzione di ciò che vediamo ma insieme alla carta possiamo anche sapere dove siamo, identificare i punti che abbiamo traguardato con la bussola e tracciare il nostro percorso fino alla meta. In una carta topografica vengono rappresentati simbolicamente tutti i rilievi, i fiumi, i paesi, le chiese, le strade… e cosa più importante le coordinate geografiche e le curve di livello. Le curve di livello o isoipse ci saranno d’aiuto utilizzando l’altimetro. Esse indicano una serie di punti alla stessa quota… è come se facessimo tante fette orizzontali di una montagna a quote definite. Ma poco usate e invece utilissime sono le coordinate geografiche. Immaginiamo di avere un compagno che si fa male e l’impossibilità di trasportarlo… identifichiamo con la bussola il posto dove siamo, ne troviamo le coordinate sulla carta e le trasmettiamo all’operatore del soccorso via telefono. Potremmo aver sbagliato di qualche cosa ma l’area sarà così ridotta che vi troverete l’elicottero sulla testa in men che non si dica. Le prossime volte vedremo in dettaglio ogni singolo oggetto e come utilizzare qualsiasi carta che avremo sottomano.